Il Bonus Arte festeggia i primi dieci anni superando il miliardo di contributi. Alla vigilia della ricorrenza, celebrata martedì 12 novembre al ministero della Cultura, lo strumento che riconosce ai donatori un credito d’imposta nella misura del 65% delle erogazioni liberali effettuate a sostegno di un bene culturale, raggiunge le nove cifre e si porta a 1.000.519.116 euro.
Un traguardo storico, frutto della liberalità di 44,3 mila mecenati italiani, di cui 27 mila sono persone fisiche, 5,9 mila enti non commerciali e 11,2 mila imprese: il contributo rispettivo ammonta a 45,8 milioni di euro (con una media di 1.687 euro), 486,1 milioni di euro (media 81,9 mila euro) e 468,6 milioni di euro (media 41,8 mila euro).
La distribuzione geografica
A fare i conti, sulla base degli ultimissimi dati estratti dal portale Artbonus.gov.it, la in-house del Mic, Ales Spa: tra le regioni che maggiormente hanno beneficiato delle erogazioni, Lombardia (358,5 milioni), Piemonte (134 milioni) e Toscana (130,2 milioni). In questi territori si registra anche la maggior concentrazione tra i 2.714 enti beneficiari registrati: 365 in Lombardia, 343 in Toscana e 322 in Piemonte.
In Lombardia (10,4 mila) e Toscana (4,5 mila) si trova poi, insieme all’Emilia-Romagna (9,5 mila), anche il maggior numero di mecenati. Nella top three degli interventi (6.901 in totale, di cui 4.166 già realizzati), accanto a Toscana (1.199) ed Emilia-Romagna (957) si piazza il Piemonte (811).
Il futuro della cultura nella partnership pubblico-privato
A presentare i dati, nella sala Spadolini di via del Collegio Romano, il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, e il presidente di Ales, Fabio Tagliaferri, che per l’occasione hanno premiato i vincitori dell’ottava edizione del Concorso Art Bonus ideato da Ales in collaborazione con Promo Pa Fondazione: ad avere la meglio fra i 381 progetti ammessi alla fase eliminatoria (40 quelli che hanno avuto accesso alla fase finale), l’Accademia Carrara di Bergamo (categoria «Beni e luoghi della cultura») e l’Associazione Flautisti Italiani di Baronissi (categoria «Spettacolo dal vivo»).
«Il futuro della cultura nel nostro Paese è legato all’alleanza tra pubblico e privato – ha sottolineato nell’intervento introduttivo il sottosegretario Mazzi – non credo che ci possa essere speranza per la nostra cultura se tutto è appoggiato soltanto alle risorse pubbliche». «Il settore della cultura – ha aggiunto – deve capire che nel futuro l’azione va direzionata sulle risorse private: ci sono tanti eventi virtuosi in Italia che si sostengono più con le risorse private che con quelle pubbliche». «In un Paese dove spesso sentiamo lamentare il fatto che le leggi siano troppe e poco comprensibili – ha sottolineato il numero uno di Ales, Tagliaferri – siamo qui per celebrare una legge oggettivamente ben fatta». (riproduzione riservata)
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